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Martedì 07 Settembre 2010
 
 

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GLI ORGANISMI E LE REAPPRESENTANZE STUDENTESCHE Stampa

Organismi e rappresentanze studentesche.

I diritti delle studentesse e degli studenti nelle superiori.

 

Quali sono gli organismi e le rappresentanze studentesche, a cosa servono, come funzionano.


Qui ci occupiamo dei diritti di rappresentanza e di riunione delle studentesse e degli studenti delle scuole superiori. Questi diritti sono contenuti in una Legge (Legge n.297 del 16/4/94) e in un Regolamento (lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti). Si tratta di diritti che è bene conoscere per potersene servire nel modo giusto.

N.B. Nella scuola operano quattro componenti: docenti, ata (cioè: amministrativi, tecnici, ausiliari - chiamati bidelli), studenti, genitori.

 

L'ASSEMBLEA DI CLASSE
(vedi Art. 12, Art. 13, Art. 14 della Legge n.297 del 16/4/94)

Cos'è? 

E' la riunione di tutti gli studenti di una stessa classe durante le ore di lezione. L'insegnante in servizio nell'ora di lezione in cui si svolge l'Assemblea di Classe, può assistere.

A cosa serve? 

E' presieduta da due compagni che sono stati eletti rappresentanti e che sono responsabili del buon funzionamento dei lavori. A tale proposito è quindi importante che i rappresentanti seguano uno specifico corso di formazione per imparare a svolgere il loro compito e che prendano visione del Mansionario del Rappresentante di classe per conoscere le loro specifiche competenze. Per cominciare in modo corretto è comunque necessario presentare al Dirigente Scolastico la richiesta per svolgere l’assemblea di classe con tanto di data di convocazione e ordine del giorno. L’ordine del giorno contiene gli argomenti dei quali gli studenti intendono occuparsi e che possono riguardare problemi della classe, della scuola, o dell'attualità sociale, politica, ecc.

Quando si riunisce?  

Nelle ore di lezione, possono durare al massimo due ore, non più di una assemblea al mese (escludendo l'ultimo mese di lezione). L’assemblea di classe non può essere tenuta sempre lo stesso giorno della settimana durante l’anno scolastico.

 

IL CONSIGLIO DI CLASSE
(vedi Art.5, Art.6, Art.30, Art.31, Art.33, Art.34, Art.35, Art.37, Art.38 della Legge n.297 del 16/4/94)

Cos'è? 

E' un organismo (uno per ogni classe) costituito da: tutti gli insegnanti di quella classe, due rappresentanti eletti dai genitori, due studenti eletti dagli studenti. Ai consigli di classe possono partecipare anche il resto dei genitori e il resto degli studenti di quella stessa classe. Quindi se in una scuola ci sono 25 classi, ci devono essere 25 Consigli di Classe.

A cosa serve? 

E’ presieduto dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato. Discute questioni inerenti il funzionamento della scuola: l'andamento della classe (non i casi individuali), i viaggi scolastici, i libri di testo, ecc. Spesso i Consigli di Classe sono luoghi dove il tempo viene preso dai discorsi degli insegnanti che presentano le loro rimostranze sul comportamento degli allievi ("non studiano", "si distraggono", "c'è troppa confusione", ecc.) e i rappresentanti degli studenti sono costretti ad annuire, prendere nota e riferire ai colleghi. In questa maniera il Consiglio di Classe serve a poco (ed in effetti molti Consigli di Classe sono poco partecipati). Ma può anche funzionare diversamente! Può essere un luogo dove sono gli studenti a presentare le loro richieste e le loro proteste. Per questo sarebbe buona cosa che prima di ogni Consiglio di Classe gli studenti facessero l'Assemblea di Classe, così i due rappresentanti prendono nota delle richieste e delle scontentezze e riferiscono poi successivamente al Consiglio di Classe: in questa maniera non arrivano a quell'appuntamento "disarmati".

 Anche  per i genitori il Consiglio di classe è un importante momento di collegamento con la scuola, perché è proprio in questa occasione che possono cogliere il clima della classe e collaborare con gli Insegnanti per la riuscita del percorso dei loro ragazzi. Il Consiglio di classe è inoltre aperto a tutti i genitori, che possono così conoscersi tra di loro, scambiarsi pareri, scoprire che i problemi di uno possono essere i problemi di tutti e quindi trovare insieme la loro giusta soluzione.

Come viene eletto?

L'elezione avviene ogni anno. E' la stessa scuola che deve organizzare le elezioni in tutte le classi. Di solito l'elezione è preceduta da una Assemblea di Classe dove si verifica chi "ha voglia" di farsi eleggere per rappresentare la classe. Poi si vota su scheda bianca (chiunque può essere eletto) e ognuno ha a disposizione una preferenza.

Lo stesso fanno i genitori in una riunione tutta loro, di pomeriggio, dove procedono alla scelta dei loro rappresentanti che saranno il punto di riferimento per tutte le famiglie della classe. La presenza dei genitori è fondamentale per sostenere i ragazzi nella crescita e nel percorso scolastico.

Quando si riunisce?

Di solito il Dirigente Scolastico convoca tutti i Consigli di Classe 4 volte l'anno. Si riuniscono fuori dall'orario di lezione. Nulla impedisce che, su richiesta di una componente (anche studentesca) venga convocato un Consiglio di Classe "straordinario".

E gli scrutini?

Gli scrutini, cioè le riunioni dove si decidono i voti, sono Consigli di Classe ai quali però partecipano solo gli insegnanti. Possono essere convocati anche Consigli di Classe di soli insegnanti (chiamati "chiusi").

 

L'ASSEMBLEA DI ISTITUTO
(vedi Art. 12, Art. 13, Art. 14 della Legge n.297 del 16/4/94)

Cos'è?

L'assemblea è la riunione di tutte le studentesse e gli studenti di uno stesso Istituto. Vi possono essere anche assemblee per classi parallele (ad es. l'assemblea delle quinte, oppure l'assemblea del biennio, ecc.).

A cosa serve ?

Si può discutere dei problemi interni alla scuola, o di questioni di attualità, ecc. Se fare o no degli scioperi, o autogestioni o occupazioni.

Quante se ne possono chiedere?

Una al mese, ma non l'ultimo mese di lezioni.

Quanto dura?

Di solito due ore. In realtà la legge stabilisce che la durata stia "nel limite delle ore di lezione di una giornata", quindi può durare una intera mattina. Se si vuole utilizzare tutta la mattinata dunque è meglio portarsi dietro la legge. Teniamo conto però che una assemblea di cinque o più ore è ingestibile. Però: si potrebbe dividere la mattinata in due, dove le prime due ore si fa assemblea e le ultime si fanno riunioni di gruppi o collettivi sui temi più svariati (dalla politica alla musica). La legge infatti prevede che le ore destinate all'assemblea possano "essere utilizzate per lo svolgimento di attività di ricerca, di seminario e per lavori di gruppo." Quello che non possiamo fare è spezzare queste ore su due mattinate, perché come abbiamo detto, di assemblee ce ne può essere solo una al mese.

Chi la chiede?

Secondo la legge può chiederle: il 10% degli studenti o il Comitato Studentesco. Quindi in una scuola di 900 allievi, occorrono 90 firme, oppure le firme della maggioranza dei rappresentanti di classe (se una scuola ha venticinque classi, occorrono 26 firme di rappresentanti di classe). Però quasi nessun Dirigente Scolastico richiede queste formalità: si accontentano della richiesta dei rappresentanti degli studenti nel Consiglio di Istituto, oppure della richiesta di un collettivo. La richiesta con data, ora, e ordine del giorno deve essere presentata al Dirigente Scolastico. La legge non specifica quanti giorni prima deve essere presentata, dunque sono sempre possibili assemblee "urgenti", anche se ovviamente, è meglio presentare la richiesta qualche giorno prima (5 gg. prima).

Chi gestisce l'assemblea? 

La gestione è a carico degli studenti. Gli insegnanti e il Dirigente Scolastico possono assistere, ma possono intervenire solo su consenso degli studenti. Il Dirigente Scolastico ha diritto di intervenire anche senza permesso (ed anche di interrompere l'assemblea) se non si riesce a garantire l'ordine o in caso di violazione di legge. Secondo la legge a presiedere l'assemblea è il Comitato Studentesco (cioè i rappresentanti designati dal Comitato Studentesco) oppure un Presidente eletto dall'assemblea.

Si possono invitare degli esterni?

Per invitare degli esterni (adulti o studenti di altre scuole) si deve, secondo la legge, chiedere il permesso al Consiglio di Istituto. Di solito però accade che basti il permesso del Dirigente Scolastico. Secondo la legge le assemblee con esterni non possono essere più di quattro in un anno. Nei fatti nessuno tiene questo conteggio.

Durante le assemblee le lezioni devono essere sospese?

Non c'è questo obbligo, ma gli insegnanti non possono fare alcuna pressione sugli studenti perché questi rimangano in classe.


IL CONSIGLIO DI ISTITUTO
 

(vedi Art.8, Art.10, Art.30, Art.31, Art.33, Art.34, Art.35, Art.37, Art.38, Art.39, Art.42, Art.43 della Legge n.297 del 16/4/94)

Cos'è?

E' un organismo composto da: 8 insegnanti, 4 genitori, 4 studenti, 2 rappresentanti del personale ata e il Dirigente Scolastico. Di solito partecipa anche il Direttore dei servizi generali amministrativi (DSGA, chiamato a volte "segretario"), ma senza diritto di voto. Votano sulle questioni finanziarie solo gli studenti maggiorenni. Il Presidente è eletto tra i genitori. Il Consiglio di Istituto designa al suo interno anche un organismo più snello che serve a mettere in pratica le decisioni del Consiglio di Istituto: la Giunta Esecutiva, di cui fa parte anche uno studente. Le sedute del Consiglio di Istituto sono pubbliche.

A cosa serve?

E' l'organo che dovrebbe governare la scuola e quindi prendere tutte le decisioni più importanti: quanti soldi spendere e dove, dare i permessi per le attività degli studenti, approvare il piano dell'offerta formativa, ecc. Anche se per insegnanti, studenti e genitori non sempre è facile condividere certi aspetti economici è utile comunque starci dentro per sostenere le proposte che vengono dalle diverse componenti.

Come e quando viene eletto?

Viene eletto ogni tre anni. Però i quattro rappresentanti degli studenti vengono eletti tutti gli anni. Le elezioni dei rappresentanti studenteschi avvengono di solito nella stessa mattinata in cui si eleggono i rappresentanti di classe. Alle elezioni della rappresentanza studentesca possono concorrere varie liste. Ogni lista propone da uno a otto candidati. Gli studenti votano quale lista preferiscono e scelgono anche al suo interno i candidati che preferiscono (non più di due preferenze). I quattro rappresentanti sono assegnati alle liste proporzionalmente ai voti che queste hanno preso.

 

IL COMITATO STUDENTESCO
(vedi Art. 13 della Legge n.297 del 16/4/94)

Cos'è?

Il Comitato Studentesco è un organismo che riunisce tutti i rappresentanti di classe degli studenti.

A cosa serve?

La legge non pone limiti scritti ai temi che può trattare, anche se sembra abbastanza ovvio che dovrebbe occuparsi di problemi o iniziative scolastiche. Può essere molto utile come organismo perché spesso le Assemblee di Istituto sono caotiche, mentre il Comitato Studentesco è un organismo più ristretto e dove dunque si può parlare meglio raggiungendo più rapidamente degli accordi. Un'Assemblea di Istituto preceduta da una riunione del Comitato Studentesco ha più possibilità di essere gestita bene, perché si arriva all'Assemblea con le idee un po' più chiare. Il Comitato Studentesco inoltre può presentare proposte al Consiglio di Istituto e questo è obbligato ad esaminarle.

Quando si riunisce?

Non ci sono limiti . Però la legge non garantisce il diritto di riunione del Comitato Studentesco nelle ore di lezione.

Comitato Studentesco? Mai sentito parlarne.

In effetti solo in poche scuole è attivato. Nella gran parte non si sa neppure che esiste questa possibilità. Può accadere che il Dirigente Scolastico convochi tutti i rappresentanti di classe degli studenti per delle comunicazioni: quella NON è la riunione del Comitato Studentesco, che è un organismo autonomo dal Dirigente Scolastico e dagli insegnanti. Solo quando i rappresentanti di classe degli studenti si ritrovano tra loro da soli, si può parlare di Comitato Studentesco.

 

LA CONSULTA PROVINCIALE DEGLI STUDENTI

(D.P.R. n. 567 del 1996) 

Cosa è?
La consulta provinciale degli studenti - CPS - è un organismo istituzionale di rappresentanza studentesca su base provinciale.

Come e quando viene eletto?

È composta da due studenti per ogni istituto secondario superiore della provincia.

I rappresentanti che la compongono sono eletti da tutti gli studenti della loro scuola.
La CPS elegge al suo interno un Presidente e si divide in commissioni tematiche o territoriali.  Il provveditorato mette a disposizione della CPS un docente referente per supportare il lavoro degli studenti. Il Ministero ha un apposito ufficio per le consulte e per le attività degli studenti.

Le CPS hanno una sede appositamente attrezzata messa a disposizione dal provveditore agli studi. Dispongono di fondi propri che possono essere spesi solo dagli studenti che la compongono. La quota prevista è almeno il 7% dei fondi provinciali destinati alle scuole per le attività degli studenti in base ai D.P.R. 567/96 e 156/99, pari a circa 35-40 milioni all'anno per

Una CPS di medie dimensioni (circa 120-130 rappresentanti).
Ogni CPS si dota di un proprio regolamento e si dovrebbe riunire con frequenza regolare.

Cosa fa?

Le funzioni delle consulte sono:
- assicurare il più ampio confronto fra gli studenti di tutte le scuole superiori;
- ottimizzare ed integrare in rete le attività extracurricolari;
- formulare proposte che superino la dimensione del singolo istituto;
- stipulare accordi con gli enti locali, la regione e le associazioni, le organizzazioni del mondo

del lavoro;
- formulare proposte ed esprimere pareri al provveditorato, agli enti locali competenti e agli

organi collegiali territoriali;
- istituire uno sportello informativo per gli studenti, con particolare riferimento alle attività

integrative, all'orientamento e all'attuazione dello Statuto delle studentesse e degli studenti;
- progettare, organizzare e realizzare attività anche a carattere transnazionale;
- designare due studenti all'interno dell'organo provinciale di garanzia istituito dallo Statuto

delle studentesse e degli studenti (art.5, comma 4).

Quando si riunisce?

I 103 Presidenti delle consulte si riuniscono periodicamente in Conferenza Nazionale, un organo che in teoria dovrebbe costituire uno spazio utile allo scambio d’informazioni sulle attività delle diverse Consulte, alla discussione dei problemi comuni delle CPS e al confronto con il ministro della Pubblica istruzione

 

VERSIONE PER LA STAMPA

 
 
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